D. Dottor Lastrucci, cosa significa essere o voler essere un Paesaggista?
R. Prima di tutto vorrei chiarire che il termine "Paesaggista", traduzione impropria dell'anglosassone "landscape architect" è alquanto riduttivo: in realtà, da chi non è addentro ai problemi legati all'ambiente, il Paesaggista è visto come colui che si occupa della ristrutturazione estetica di un parco o di un giardino, del verde privato o pubblico insomma. Ma il "Paesaggista" non è certo solo questo, anzi direi che la cura estetica è soltanto una piccola parte del nostro lavoro.
Il Paesaggista, nell'accezione più ampia e corretta del termine, è chi ha tutela dell'ambiente naturale, ovvero colui che alla luce di valutazioni rigorosamente scientifiche - che implicano l'attenta considerazione di tutte le variabili dell'ecosistema, delle condizioni climatiche e geologiche e del patrimonio vegetale, faunistico e idrico - si occupa dell'assetto ambientale operando una serie di interventi a tutela della flora esistente o sostituendo a essa colture che siano più idonee allo sviluppo socio-economico dell'area in cui opera.
Per esempio nel caso di un bosco questo può significare sacrificare gli alberi più vecchi per permettere a quelli giovani di crescere floridi; oppure studiare e tracciare dei percorsi che permettano di vivere e godere il bosco avendone rispetto e non danneggiando quelle zone che necessitano di cure particolari o sono in rinnovazione.
È sempre doloroso sacrificare un albero o della macchia verde, ma quando lo si fa secondo precisi canoni di intervento si opera sempre al fine di evitare danni ecologici di più vasta portata e per migliorare l'ambiente stesso.

D. Quali sono i settori sui quali può essere chiamato ad intervenire il paesaggista?
R. Molto ampia è la casistica d’intervento nella quale interviene il Paesaggista visto che il "verde", pubblico e privato, necessità una progettazione intesa a risolvere tutte quelle esigenze ecologiche, urbanistiche e sociali a cui deve assolvere.
Si pensi ai parchi storici, ai viali alberati o ai giardini pubblici, alle aiole spartitraffico, agli impianti sportivi (campi di calcio, piste ciclabili, pattinaggio, piscine, golf, ecc.), alle aree gioco attrezzate delle nostre città ove l’assente o scarsa attenzione progettuale provoca molti dei difetti qualitativi che si riscontrano in queste aree "verdi".
Nel settore privato il "verde" dei giardini condominiali, dei terrazzi, dei piccoli giardini chiusi fra gli edifici, delle ville moderne e storiche, ecc. richiede grande competenza per rispondere alle diverse esigenze di godimento, di qualità e, non ultimo, di risparmio sia all’impianto che poi nella futura manutenzione.

D. E nel caso di giardini o parchi, cosa fate per coloro che si rivolgono a voi per una consulenza e una conseguente risistemazione di carattere anche estetico?
R. Il godimento di uno spazio verde privato è tornato a essere un'emozione paragonabile a quella dei secoli d'oro in cui i giardini proprio per l'importanza che rivestivano nella vita quotidiana erano progettati da veri e propri artisti.
Per questo motivo e grazie allo sviluppo scientifico e tecnologico chi si rivolge a noi può contare non solo sulla professionalità specifica per la costruzione di un piccolo ecosistema in armonia con il territorio circostante, ma anche su tutte quelle competenze tecniche che vanno dalla costruzione di impianti tecnologici (illuminazione, irrigazione, ecc.) e architettonici alla realizzazione di fontane e giochi d’acqua o di impianti sportivi come piscine, tennis, golf, equitazione, ecc. o dalla dendrochirurgia per la cura delle piante alla potatura.
Tra l'altro affidarsi ad un esperto conviene anche dal punto di vista economico; per esempio si evita di incorrere nel rischio di aver acquistato piante sicuramente belle ma destinate a una breve sopravvivenza per errore nella scelta del luogo di impianto o incapaci di resistere al clima.
Inoltre non va dimenticato che essere professionisti implica l'obbligo di un continuo aggiornamento su tutti i sistemi più avanzati per garantire risultati finali di massima soddisfazione per il cliente, e per le inderogabili leggi della natura che tanto spesso vengono violate dalla mancanza di competenze, professionalità e rispetto.

D. Quindi la motivazione della sua professione è l'amore per la Natura?
R. Senza dubbio. Una professione come la nostra non si intraprende per caso. La ricerca costante, l'ideazione di un progetto e la sua realizzazione in ambienti in costante mutamento come quelli naturali, sono esperienze tanto coinvolgenti che possono essere vissute solo se confortate da un grande amore.
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